Ad accompagnarli nel loro tour tra treni, motori, binari e caldaie a vapore, i visitatori di Pietrarsa, il museo ferroviario nazionale che vive nei capannoni in cui un tempo viveva la prima fabbrica di locomotive d’Italia, potrebbero trovare addirittura un alfiere della Repubblica. Sì, perché tra i ragazzi di San Giovanni a Teduccio che nei corsi pomeridiani di Scuola Viva imparano il difficile mestiere di guida turistica c’è pure Anna Balbi, la studentessa del Sarria Monti insignita dal presidente della Repubblica di questa onorificenza per il suo impegno a favore dei più deboli.

“E’ anche grazie a Scuola Viva se ho sviluppato questo forte impegno nel volontariato perché ho capito e sperimentato di persona che da soli si può avere paura di tutto ma assieme ai propri compagni, in comunità, non si ha più paura di niente e tutto diventa possibile” racconta Anna che però, oltre a scrivere con i propri compagni i contenuti delle guide turistiche distribuite all’ingresso ai visitatori del Museo di Pietrarsa, partecipa pure al corso di danza che per la fine dell’anno sta preparando una riedizione del musical di Martone, Scugnizzi. Insegnare ad includere e accogliere, però, è la mission di tutti i progetti attivi alla Sarria Monti di San Giovanni a Teduccio nell’ambito di Scuola Viva.

 

“I bambini con problematiche varie, personali e familiari, che davanti a delle attività strettamente didattiche marciano un po’ a rilento, in questi laboratori possono vedere valorizzate tutta la loro creatività, tutto il loro saper fare e tutto il loro saper essere. Lasciando la scuola aperta di pomeriggio, per quanto è possibile – spiega la responsabile dei progetti Adriana Radice – li togliamo dalla strada per dare loro occasioni di formazione civica e didattica diverse”.

Ed è innanzitutto attraverso lo sport che la Sarria Monti punta a sviluppare nei propri studenti il senso civico e sociale. “Mi piace fare canestro – ammette infatti Giulia, giovanissima cestista del laboratorio di basket – però mi piace pure passare la palla ai compagni per aiutarli a fare punti. Il basket è uno sport bellissimo, pensavo fosse solo da maschi e invece…”. E invece va benissimo anche per le femmine. Così come maschi e femmine lavorano assieme, fianco a fianco, nel laboratorio di burattini dove si impara non solo ad animare i manichini ma anche a costruirli con le proprie mani. “Per costruire il mio – dice Vincenzo – ci ho messo un bel po’. La segatura, la carta igienica, la colla vinilica. E poi la stoffa per il vestito, i capelli. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E adesso spero di diventare un vero e proprio burattinaio dopo la scuola”.