Rendere possibile l’impossibile. O, se non altro, rendere meno inaccessibile agli studenti ciò che per costi, natura e modalità è per loro (e le proprie famiglie) difficile da raggiungere. Anche questo è Scuola Viva, e lo è soprattutto all’Isis Falcone di Pozzuoli dove grazie al sostegno del programma triennale della Regione gli insegnanti possono offrire agli studenti anche la possibilità di frequentare un corso di vela.

Scuola Viva ci dà la possibilità di Rendere possibile l’impossibile. O, se non altro, rendere meno inaccessibile agli studenti ciò che per costi, natura e modalità è per loro (e le proprie famiglie) difficile da raggiungere. Anche questo è Scuola Viva, e lo è soprattutto all’Isis Falcone di Pozzuoli dove grazie al sostegno del programma triennale della Regione gli insegnanti possono offrire agli studenti anche la possibilità di frequentare un corso di vela. “Scuola Viva” ci dà la possibilità di avvicinare i ragazzi a uno sport particolare, quello velico, che di solito è precluso alla maggior parte dei ragazzi visto che per frequentare ad un corso di vela bisogna iscriversi a un circolo nautico e procurarsi le attrezzature sportive che in genere sono molto costose e non alla portata di tutti. Per questo – spiega Nicola Carnovale, responsabile dei moduli di Scuola Viva per l’Isis Falcone di Pozzuoli – i nostri ragazzi sono rimasti entusiasti di provare quest’attività che per loro è completamente nuova. Tra l’altro – continua l’insegnante – la loro forte vena ambientalista gli sta facendo conoscere uno sport che va anche di pari passo con il rispetto dell’ambiente senza contare che questo tipo di attività non è solo prettamente sportiva ma anche di cultura generale perché imparando anche nozioni di fisica e meteorologia abbiamo anche una ricaduta sull’aspetto più strettamente curricolare e questo per noi è decisamente positivo”. E infatti, ad aver imparato subito che è il vento e le sue direzioni il padrone indiscusso delle giornate dei velisti è Andrea: “Il vento è la variabile più importante e in base al vento possiamo capire se è una giornata giusta per metterci o meno in mare. Per questo, oltre a riuscire a stare in piedi tra le onde sul windsurf, abbiamo dovuto imparare pure tutti i tipi di venti e le tecniche per riconoscerli oltre che tutte le nozioni fisiche in base alle quali l’imbarcazione si muove”. “Per chi guarda sembra facile – aggiunge Maria Francesca – ma è molto complicato mantenere l’equilibrio in mare con le onde che ti muovono continuamente. Però è una sensazione bellissima perché ti permette di avere una maggiore confidenza con il mare e ti spinge a non arrenderti mai. Se cadi non puoi fermarti, senza le tue manovra il catamarano o il windsurf non si muoveranno. Devi riprovarci, sempre”  a uno sport particolare, quello velico, che di solito è precluso alla maggior parte dei ragazzi visto che per frequentare ad un corso di vela bisogna iscriversi a un circolo nautico e procurarsi le attrezzature sportive che in genere sono molto costose e non alla portata di tutti. Per questo – spiega Nicola Carnovale, responsabile dei moduli di Scuola Viva per l’Isis Falcone di Pozzuoli – i nostri ragazzi sono rimasti entusiasti di provare quest’attività che per loro è completamente nuova. Tra l’altro – continua l’insegnante – la loro forte vena ambientalista gli sta facendo conoscere uno sport che va anche di pari passo con il rispetto dell’ambiente senza contare che questo tipo di attività non è solo prettamente sportiva ma anche di cultura generale perché imparando anche nozioni di fisica e meteorologia abbiamo anche una ricaduta sull’aspetto più strettamente curricolare e questo per noi è decisamente positivo”.

 

E infatti, ad aver imparato subito che è il vento e le sue direzioni il padrone indiscusso delle giornate dei velisti è Andrea: “Il vento è la variabile più importante e in base al vento possiamo capire se è una giornata giusta per metterci o meno in mare. Per questo, oltre a riuscire a stare in piedi tra le onde sul windsurf, abbiamo dovuto imparare pure tutti i tipi di venti e le tecniche per riconoscerli oltre che tutte le nozioni fisiche in base alle quali l’imbarcazione si muove”. “Per chi guarda sembra facile – aggiunge Maria Francesca – ma è molto complicato mantenere l’equilibrio in mare con le onde che ti muovono continuamente. Però è una sensazione bellissima perché ti permette di avere una maggiore confidenza con il mare e ti spinge a non arrenderti mai. Se cadi non puoi fermarti, senza le tue manovra il catamarano o il windsurf non si muoveranno. Devi riprovarci, sempre”