YOUPOL: L’APP DELLA POLIZIA DI STATO PER SEGNALARE (ANCHE) EPISODI DI BULLISMO

Segnalare in tempo reale alla polizia di Stato episodi di bullismo o di spaccio di sostanze stupefacenti. Basta un click e un qualsiasi dispositivo cellulare.

Forse non lo sapevate ma da qualche mese la Polizia di Stato ha messo a disposizione di tutti una App che permette anche ai ragazzi, e più in generale a qualsiasi utente, di interagire in diretta con le forze di polizia inviando segnalazioni (video, audio, immagini, ovvero contenuti di testo) anche in relazione ad episodi di bullismo, oltre alle ipotesi di spaccio di sostanze stupefacenti, o ancora di violenza domestica. Una applicazione che serve la comunità a 360 gradi pensata anche per tutelare e fornire ai ragazzi uno strumento che parli il loro linguaggio. In tal senso, diventa importante diffondere l’utilizzo della applicazione nel mondo scolastico proprio al fine di prevenire le fenomenologie del bullismo oltre che per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti (ed in determinati contesti, aiutare i più deboli a segnalare episodi di violenza domestica).

Come funziona? I contenuti trasmessi tramite App vengono inoltrati all’ufficio di P.S. in modalità geolocalizzata, consentendo in tal modo alle forze dell’ordine di avere contezza, in tempo reale, circa il luogo ed i dettagli degli eventi che si intendono segnalare. Se l’utente non avesse intenzione di inoltrare il contenuto in modalità live, è possibile anche la trasmissione successiva, con i relativi dettagli (es. inserimento dell’indirizzo o, in gergo, del locus commissi delicti). L’App, inoltre, consente di comunicare in chat con la sala operativa della Polizia di Stato, ricevere messaggi e notifiche; in altre parole, l’App YouPol può essere definita come una sorta di WhatsApp della Polizia di Stato, in quanto è consentito inviare messaggi, fotografie e video.

In aggiunta, questo strumento si dimostra utile e versatile anche per quei soggetti che, non intenzionati a registrarsi, fornendo i propri dati, abbiano comunque l’esigenza di fare segnalazioni in forma anonima. La segnalazione inviata alla polizia con YouPol però non sostituisce la denuncia o la querela. L’applicazione serve solamente ad avvisare le autorità che è accaduto un fatto legato al bullismo, allo spaccio di droga, o a violenze domestiche. Ciò significa che, se le forze dell’ordine intervengono dopo una segnalazione effettuata mediante YouPol, ma si tratta di un reato perseguibile solamente su querela di parte, la vittima dovrà sporgere personalmente la querela per consentire all’Autorità Giudiziaria di intraprendere un procedimento penale.

Il Contesto. Questa App rappresenta una sentinella del buon vivere all’interno del principio solidaristico contenuto nella Costituzione per cui ogni cittadino deve essere responsabile e parte attiva nella vita democratica del Paese, collaborando effettivamente affinché siano garantiti i diritti inviolabili di ogni cittadino. Una App che agevola il compito e che accorcia le distanze tra il cittadino e le forze dell’ordine superando con più facilità quelle barriere, anche culturali, che spesso spingono chi è vittima di episodi simili, o è vicino a chi li subisce, a rintanarsi nella propria solitudine e a non denunciare. Si riporta il link YouTube di presentazione della App:

https://www.youtube.com/watch?v=XOc4GgqihK0

La App YouPol si può scaricare del tutto gratuitamente:

Il dispositivo normativo. Detta applicazione si inserisce nel percorso tracciato dal legislatore con l’adozione della Legge 29 maggio 2017, n. 71 recante “disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, ed adottata con l’obiettivo di prevenire e contrastare tutte quelle forme di aggressione e trattamento illecito dei dati personali riguardanti i minorenni effettuate per via telematica, ovvero il cyberbullismo. In tale ambito mette conto di evidenziarsi l’accordo sottoscritto, il 13 gennaio 2018, tra l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali e la Polizia Postale, volto proprio a rafforzare il sistema di tutele nei confronti dei minori dai pericoli del web.

Il protocollo, quindi, ha dato avvio a quelle azioni volte non solo a tutelare, ex post, i minori vittime di cyberbullismo – con azioni riparatorie quali l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti a loro riferiti e diffusi in rete – ma anche ad educare i più giovani ad un utilizzo consapevole e corretto del web, affiancando le istituzioni scolastiche nella loro opera educativa e di sensibilizzazione. Si ricorda, infine, il link dell’Autorità Garante in cui vengono evidenziate le modalità di segnalazione di questi episodi, con il relativo modello da poter utilizzare e l’indirizzo e-mail dell’Authority: https://www.garanteprivacy.it/temi/cyberbullismo.