GIORNO DELLA MEMORIA: LA SCUOLA COME SPAZIO DI EDUCAZIONE ALLA MEMORIA ATTIVA

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, istituita per ricordare le vittime dell’Olocausto e tutte le forme di persecuzione che hanno segnato uno dei capitoli più drammatici della storia europea e mondiale. Una ricorrenza che assume un significato particolarmente rilevante per il mondo della scuola, chiamato ad essere luogo di riflessione e costruzione della coscienza civile delle giovani generazioni.

ISTITUZIONE DELLA RICORRENZA

La ricorrenza è istituita dal Parlamento italiano, con la legge n. 211 del 20 luglio 2000. E nasce “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”. Il 27 gennaio è il giorno in cui, nel 1945, furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.

La celebrazione del Giorno della Memoria, secondo la legge del 20 luglio 2000, mira dunque a preservare il ricordo della “Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte. Nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Questo ad ottanta anni dall’abbattimento dei cancelli dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. L’intento è conservare la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, in modo che simili eventi non possano mai più accadere.

IL RUOLO DELLA SCUOLA

Nel quadro delle politiche educative regionali e nazionali, la scuola si configura come presidio fondamentale di memoria attiva, in cui il ricordo del passato diventa strumento di comprensione del presente e fondamento per la costruzione di una società inclusiva e democratica. Come scrive  Primo Levi ne I Sommersi e i Salvati (1986):

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.

Lo scrittore sostiene che la comprensione totale della Shoah è impossibile, è necessaria dunque una conoscenza responsabile che sia raccontata attraverso la figura del “testimone” e coltivata all’interno della scuola come luogo di trasmissione della “memoria” nella sua componente storica. L’istituzione scolastica ha il dovere di promuovere la memoria come esercizio di responsabilità civile per affermare i valori della dignità umana, del rispetto delle differenze e del rifiuto di ogni forma di discriminazione, antisemitismo e razzismo.

Nel contesto di Scuola Viva  la Giornata della Memoria si inserisce in una visione più ampia di scuola aperta e radicata nel territorio, capace di valorizzare il ruolo educativo delle istituzioni scolastiche come luoghi di crescita culturale e sociale. Coltivare la memoria significa investire nel futuro, rafforzando nei giovani la capacità di riconoscere e contrastare ogni forma di odio e violenza.

La scuola rinnova, anche in questa occasione, il proprio impegno a fare della memoria un patrimonio vivo, da custodire e trasmettere come fondamento irrinunciabile di una cittadinanza attiva e responsabile, nella piena consapevolezza che ricordare è un atto di civiltà che riguarda l’intera collettività.

LINK UTILI

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