Far uscire le formule dai libri e trasformare leggi astruse e codici incomprensibili in eventi ed oggetti concreti: è questo l’obiettivo dei moduli di “Scuola Viva” scelti dal Liceo Garofano di Capua i cui studenti, attraverso i laboratori di chimica e di “dronistica” imparano a trasformare in realtà tutto quello che studiano in classe a livello puramente teorico.

Così Donatella ha imparato a mettere in pratica le nozioni di informatica, elettronica e elettrotecnica studiate a scuola per costruire e manovrare un drone mentre Nancy ha potuto constatare di persona, boccettine alla mano, che il cloruro di sodio si può sciogliere in acqua esattamente come descritto dal libro di testo utilizzato dalla professoressa di chimica. Ed è in questo modo che la teoria si converte in pratica dimostrando ai giovani studenti di Capua che l’istruzione e la scuola sono appunto “cose vive”.

“Prima di iniziare questo corso non avevo mai visto né utilizzato un drone” racconta Donatella che ormai da tre anni costruisce e pilota droni e prima o poi prenderà pure l’apposito brevetto rilasciato dall’Enac. “La cosa che mi ha più colpito di questo corso – spiega – è proprio l’utilizzo che si può fare di un drone. Spesso questi strumenti vengono considerati dei giocattoli invece innanzitutto per manovrarli è necessario conoscere tutta una serie di norme giuridiche di sicurezza e poi sono utilissimi nel campo della termografia, o per affrontare ambienti ostili all’essere umano”.

 

Non solo manovre spericolate, però. Gli studenti di Capua hanno pure costruito un drone di ultima generazione: “Il nostro  – dice Donatella – ha un valore di mercato di circa mille euro, ma possiamo fare anche di più!”. E la stessa ambizione anima i ragazzi del laboratorio di chimica: “Il mio obiettivo – racconta Nancy – è quello di verificare personalmente come applicare nella pratica tutte le teorie studiate nel corso degli anni con la prof. Non capita tutti i giorni di poter vedere con i propri occhi dal vivo i fenomeni e le reazioni descritte dalle figure nei libri. E’ un’opportunità straordinaria”. “E’ bello vedere la meraviglia negli occhi di questi ragazzi quando per la prima volta assistono a una reazione o a un esperimento” racconta Brigida D’Abrosca, docente universitaria di chimica che da anni segue il laboratorio pomeridiano di Scuola Viva. “Ed è ancor più bello – aggiunge – vedere il loro cambiamento nel corso delle settimane. All’inizio sono quasi timorosi della vetreria e di tutta l’attrezzatura, poi diventano così esperti e così autonomi da condurre da soli titolazioni, esperimenti e cromatografie. E’ una bella soddisfazione!”